Andrea Franzoni, “Nature vuote”
Finire il passato.
Tenere la lingua ferma finché sopra
ci cresca l’erba.
Come un lago intorno a un lago.
Il confine, il significato.
© foto di Francesca Perlini
Finire il passato.
Tenere la lingua ferma finché sopra
ci cresca l’erba.
Come un lago intorno a un lago.
Il confine, il significato.
Ognuno di noi ha una «faccia di cartapesta», ovvero una faccia finta, fatta di scarti, la faccia che mostriamo ogni giorno. Il secondo verso di questo frammento contiene una certezza granitica, che quasi spaventa: «risplende in tutti un sorriso perenne». Ma perché, allora, non mostriamo questo sorriso? Forse a causa della società, che ci opprime, quasi ci soffoca e ci nasconde dietro strati di cartapesta.
Questo libro contiene anche tante pause create da tagli e sfoltimenti che aprono vasti spazi di bianco donato al lettore. Questo bianco non dà una sensazione di gelo e distacco, ma dona un calore inaspettato. Un calore che genera un pensiero e un’esperienza possibile. Questo calore è inteso come la temperatura della chimica poetica tra parola e silenzio.
Cinque fotografie di Arianna Pastorelli, scattate al Giardino Heller a Gardone Riviera, dalla lettura di Tutti gli occhi che ho aperto (marcos y marcos, 2020) e in particolare di un frammento della sezione Alberi maestri