Antonella Palermo, “Il giunco e la statua”
Fìdati, come mi fido io
che oscillo
c’è ancora terra
su cui ancorare un busto vivo,
ancora mani in cerca di una direzione.
© foto di Francesca Perlini
Fìdati, come mi fido io
che oscillo
c’è ancora terra
su cui ancorare un busto vivo,
ancora mani in cerca di una direzione.
Come dire che c’è anche se non c’è
Come dire che c’è stato e che forse tornerà
Prima o dopo l’istante che vuoi costituire
Tornerà dallo spazio
Dai vasti spazi siderali
Finire il passato.
Tenere la lingua ferma finché sopra
ci cresca l’erba.
Come un lago intorno a un lago.
Il confine, il significato.
Ognuno di noi ha una «faccia di cartapesta», ovvero una faccia finta, fatta di scarti, la faccia che mostriamo ogni giorno. Il secondo verso di questo frammento contiene una certezza granitica, che quasi spaventa: «risplende in tutti un sorriso perenne». Ma perché, allora, non mostriamo questo sorriso? Forse a causa della società, che ci opprime, quasi ci soffoca e ci nasconde dietro strati di cartapesta.