Parole dal limen – Dal seminario di scrittura e meditazione, “Poesia, lingua madre”
Limen | Perimetro di paure
Non c’è labirinto da dove non puoi uscire.
Sei nella volta celeste.
Limen | Perimetro di paure
Non c’è labirinto da dove non puoi uscire.
Sei nella volta celeste.
Congiunzione è il perno prezioso
attorno a cui ruota il mondo
pensavamo fosse il verbo
già dall’origine permette
alla vita di accadere
porta il peso dell’incontro
grideremo alla neve e alle nubi
il tuo nome inconsistente.
Torna ai tuoi oscuri sentieri
noi ti faremo luce dipinta
nel buio non ti scorderemo.
Ci sono sostanze che
non si fondono, esplodono
lasciando schegge di ciò che poteva essere.
Non è colpa di nessuno,
chimica di cuori che non sanno
stare vicini, senza incendiarsi.
ti ho covato
in una tazzina d’acqua
in un batuffolo d’ovatta
in due vasi e poi
nella terra, eri un’ombra gentile
e lunghe braccia buone.
Dove andavamo di notte
quattro venti cento moltitudini
soli come cani abbandonati
E ora dove andiamo.
Dal centro del lago bianco cantiamo
con gli occhi il luccichio di un’alba
sorgere dall’orizzonte del muro.
una folla d’incoscienza
al patibolo del tempo
sceglierà per te,
dolce figura che dondoli
sul trapezio della mente.
In questa penombra i grandi fiumi si incontrano, le acque si mescolano, ci immergiamo nella morte fino alla vita. Le ore di veglia sono sciacquate nei sogni.
Marco el ndeva torno. I ghe gheva senpre dito «Chi che no ga testa ga ganbe», ma no jera vero el contrario: łu el jera fato pa métare on pie drìo queł’altro e via de caza, drìo on àrzare, el se gheva catà co ’l can. No i se gheva mai perdesto, łori.