Vega Tescari, “Campi”
Presenze invisibili e silenziose operano di continuo per riunire quanto viene separato, per permetterci di continuare a entrare in spazi e luoghi senza cadere in crepe, buchi, vuoti d’aria.
© foto di Francesca Perlini
Presenze invisibili e silenziose operano di continuo per riunire quanto viene separato, per permetterci di continuare a entrare in spazi e luoghi senza cadere in crepe, buchi, vuoti d’aria.
Allora sai che il viso è un fiore
piantato nell’oscurità, una corolla
tenera, rotonda e impenetrabile
è entrata in te
una giornata di festa
dove ognuno è il benvenuto,
e tu sei il salone
e tutti gli invitati.
Questo lettura di Angelo Andreotti è nata a margine di un incontro alla Biblioteca Ariostea di Ferrara nell’ottobre 2019 all’interno della rassegna “Canoni inversi” da lui curata. Il testo originariamente pubblicato sul suo sito, non è più consultabile, e per questo lo ripropongo qui. I numeri di pagina si riferiscono al libro A un’ora di