Flavia Fratini, “Mosche e coralli”- Premio Esordi pordenonelegge 2026.
Mettersi in ascolto della propria voce, implica esporsi al buio, alla parte più fragile di sé, con il coraggio e la forza di chi ha riconosciuto la propria essenza
© foto di Francesca Perlini
Mettersi in ascolto della propria voce, implica esporsi al buio, alla parte più fragile di sé, con il coraggio e la forza di chi ha riconosciuto la propria essenza
Ogni testo è una cella di riflessione anzi una pagina bianca su cui addormentarsi e far deflagrare scaglie di memorie in un movimento di esposizioni e ritrazioni, di abbagli lancinanti.
touching a handle like a knife, a wall like a face, while others brush up against you, sting you, breathing on your mouth, moving off, then with a leap shaking you and asking who am I who am I. I close my eyes. I open them. I let the rhythm of my footsteps carry me. This is how I head to the sea.
Io percepivo la scrittura
e con lei il bavaglio
degli dèi alle spalle
con occhi di fuoco e parole
di pietra focaia