Versi da “Poesia, lingua madre” – Laboratorio di ascolto e di esperienza della parola poetica -I
(preghiera in lingua-madre al bambino)
vieni, ho carezze più grandi
ho vissuto per te
tutte le ere tutte le forme
degli organismi
© foto di Francesca Perlini
(preghiera in lingua-madre al bambino)
vieni, ho carezze più grandi
ho vissuto per te
tutte le ere tutte le forme
degli organismi
Mettersi in ascolto della propria voce, implica esporsi al buio, alla parte più fragile di sé, con il coraggio e la forza di chi ha riconosciuto la propria essenza
Ogni testo è una cella di riflessione anzi una pagina bianca su cui addormentarsi e far deflagrare scaglie di memorie in un movimento di esposizioni e ritrazioni, di abbagli lancinanti.
touching a handle like a knife, a wall like a face, while others brush up against you, sting you, breathing on your mouth, moving off, then with a leap shaking you and asking who am I who am I. I close my eyes. I open them. I let the rhythm of my footsteps carry me. This is how I head to the sea.