Pasta madre

16-17 novembre 2023, Bratislava – Ars poetica festival

ARS POETICA 2023 / LA FEMME PROGRAM Thursday, 16.11.2023V-Cclub, from 18.30 Versopolis night of world poetry VJ Zden Hlinka, recited by Lucia Hurajová Mária Ferenčuhová /SK Franca Manchinelli /IT Krystyna Dabrowska /PL Els Moors /BE Maria Seisenbacher /AT 21.00 Eva Šušková/Ivan Koska: poetry concert Friday, 17.11.2023Liszt Pavilion, UKB 10.30: Writing to oneself as meditation: workshop, led by Martina Straková 14.00: Colloquium Ars Poetica Academy Friday,

copertina recensione di D. Segna
Materiali critici

Domenico Segna, “Tutti gli occhi che ho aperto”

uno fra i libri di poesia più originali dell’attuale panorama letterario italiano, certamente la sua raccolta più stilisticamente matura. Una straordinaria capacità di dare volto alle parole che, a tratti, sembrano affiorare dal legno d’una corteccia, in altri sono lievemente dipinte con i colori dell’acquarello, in altri ancora si presentano scolpite nella forma di una potente prosa poetica scandita con la precisione di un metronomo che non dà tregua né a chi scrive, né al lettore

copertina Intervista Libretto
Interviste

«Verso una zona più limpida dello sguardo»

Ciò che sta avvenendo è una sorta di ritorno a un’unità primigenia, a una stazione dell’essere dove la parola è il movimento e il respiro della materia. Una frase sta iniziando proprio alla fine di questo Libretto. È forse quella impronunciabile, che contiene e assorbe tutta l’esistenza di un uomo. Quella che affiora tra labbra chiuse, prima di partire per il grande viaggio.

copertina recensione Jessi Simonini
Materiali critici

Jessy Simonini, per “Tutti gli occhi che ho aperto” di Franca Mancinelli

La vita boschiva e animale […] si apre a uno sguardo etico; lo si può osservare soprattutto nelle prose che fanno riferimento al transito dei migranti sul confine orientale, o nei testi poetici che raccontano le tragedie dei profughi nel Mediterraneo, su una barca “richiusa in bara”. […] Gli “occhi che ho aperto” sono dunque gli occhi dell’altro, degli altri: perché la propria soggettività viene quasi a dissolversi e la poesia altro non può fare che rivolgersi all’altro per poterlo raccontare.

copertina Intervista Daddi
Interviste

Isabella Daddi. Per Franca Mancinelli: “il corpo raccoglie la notte”

Ogni libro di poesia è stato il dono di una ricomposizione: parti scheggiate e taglienti, frammenti di scontri, di cadute, hanno trovato nella scrittura quella materia primordiale, portatrice di vita, che è in sostanza l’amore – che non ha soggetto né oggetto, semplicemente è e fa sì che ogni cosa sia.

copertina Il privilegio di essere solo sguardo
Interviste

Il privilegio di essere solo sguardo

Ogni verso affiora da una faglia che si apre in noi. Il nostro compito è vegliarla, fare in modo che non venga ricoperta dai doveri della giornata. Nutrirci di silenzio come le piante di luce. Sostare quanto più ci è concesso in una condizione di soglia, dove può affiorare la vita con il suo incanto. Per questo amo i lunghi treni regionali e la pioggia, il privilegio di potere essere solo sguardo.

Poesia, lingua madre
Interviste

Poesia, lingua madre

Credo che la poesia sia una voce che ci attraversa. Per questo scrivo sempre cominciando con il carattere minuscolo. Io non sto iniziando niente. Ho soltanto colto qualcosa che balbetto in questa lingua monca, che si sbriciola e spezza nel silenzio.

foto copertina At an Hour's Sleep from Here
Segnalazioni editoriali

At an Hour’s Sleep from Here

I read lying down, the book on my chest
is my third lung
opening, closing again.

Like an amphibian I was on the shore.

copertina La donna albero
Interviste

La donna albero. Un’intervista di Domenico Segna

Riconoscersi, appartenere a un corpo e a un luogo, prendere casa in se stessi e nel mondo, mettere i piedi a terra: sono questioni centrali in “Libretto di transito”. Questa tensione al radicamento convive con «una riflessione sulla disappartenza» (Antonella Anedda), con il tema del viaggio che attraversa tutto il libro.