Fuad Rifka, “L’ultima parola sul pane”
“È già tempo di neve, amico mio,
e le stagioni prossime a finire.”
Siamo reti sospese sull’abisso.
© foto di Francesca Perlini
“È già tempo di neve, amico mio,
e le stagioni prossime a finire.”
Siamo reti sospese sull’abisso.
Forse l’invito alla base di questo originale viaggio attraverso la vicenda biografica e conoscitiva di Charles Darwin è quello di oltrepassare i confini dell’individualità e andare verso l’aperto, la coralità, l’indistinta appartenenza alla specie e ancora più indietro nell’origine, verso il movimento continuo della natura, dove ogni cosa ricomincia
Gli oggetti, la loro certezza
è il loro inganno.
Se un uomo annega in mare
uno di loro inizia a respirare.
uno fra i libri di poesia più originali dell’attuale panorama letterario italiano, certamente la sua raccolta più stilisticamente matura. Una straordinaria capacità di dare volto alle parole che, a tratti, sembrano affiorare dal legno d’una corteccia, in altri sono lievemente dipinte con i colori dell’acquarello, in altri ancora si presentano scolpite nella forma di una potente prosa poetica scandita con la precisione di un metronomo che non dà tregua né a chi scrive, né al lettore