Beatrice Restelli, “Il resto delle cose”
Contro le ombre sulla faccia chiedo
scusa puoi fare più piano. È un’ora precisa
che hai vissuto a mezza voce
© foto di Francesca Perlini
Contro le ombre sulla faccia chiedo
scusa puoi fare più piano. È un’ora precisa
che hai vissuto a mezza voce
Si ricorda di quando da piccola la vestivano gli altri e lei chiudeva gli occhi, teneva la stoffa delle maniche con le dita finché la sua testa non usciva dalla maglia. La lentezza di quel buio di pochi secondi veniva poi violata dalla luce metallica, dallo sforzo.
La tua ombra sulle scale.
Il sale sparso per la casa, le tue perle
la miniera di ciò che abbiamo perso.
Sono fermo davanti al cancello di casa.
Ecco che arriva il vento
e gli alberi si chinano alla mia ombra.