copertina Natalia Paci

Natalia Paci, sette poesie dalla raccolta inedita “Fuochi dentifricio”

  Parto
  
  Ho conosciuto Dio
  ero Io.
  
  Nel mio universo in pancia
  un Big Bang neonatale
  Creazione monodose
  a dimensione personale.
  
  Non c’è né giorno né notte nel parto
  ma un tunnel spazio-temporale.
  E fu subito Lucio: da nulla a tutto
  a velocità esponenziale.
  
  
  
  
  Animale fantastico e reale
  
  Sono un animale fantastico
  con due teste e due cuori
  quattro gambe e quattr'occhi
  venti dita delle mani
  venti dita dei piedi.
  
  Prima sono tutto attaccato
  poi mi stacco e mi strappo tutto
  ma resto vivo e vado in giro
  sdoppiato spezzato zoppo ma intero
  un cuore qua e uno là.
  
  Sono fantastico e reale
  per nulla unico molto comune.
  Sono sempre me stesso
  ma non sempre mi assomiglio.
  Sono la mamma col figlio.
  
  
  
  
 Testamento
  
  Ti lascio un mucchio di parole 
  dette e scritte. Metti in banca 
  quelle brutte. Spendi solo quelle buone
  cambiale pure tutte falle tue 
  proprietà (di linguaggio) privata
  proprietà personale a partire 
  dal nome che darai alle cose.
  
  Perchè testamento? Perchè testa-mento?
  Meglio cuore-mente:
  ti lascio amore e ragione.
  Meglio ancora tetta-dente
  perchè la vita è piacere e dolore.
  Oppure mano-bocca
  perchè bisogna far seguire l'azione alle parole.
  
  E infine occhi-piedi
  per dirti di conservare
  il tuo sguardo surreale:
  ti farà camminare lontano
  senza più bisogno un giorno
  (vedrai) della mia mano.
  
  
  
  
 Revival
  
  Ora che c'è Lucio mio
  torno neonata anch'io
  non regredisco ma rinasco
  rivivo revival neonatali
  ricordo sensazioni primordiali
  
  la scoperta delle mani
  la pelle di bambina 
  di carta velina
  la paura di dormire
  come fosse scomparire
  la mancanza della mamma
  in balìa della balia
  
  e il naufragare
  nel dolce mare della madre
  le grandi mani di mio padre
  mi torna alla memoria
  mentre mi racconta una storia.
  
  Curo Lucio e ritorna
  l'amore ricevuto
  si comprende il sacrificio
  l'affetto che trabocca
  la vita che sboccia
  come fuoco d'artificio.
  
  
  
  
  
  In nome della madre
  
  Ma è vero che ma
  è la prima parola
  che si impara a memoria?
  
  Che mamma siamo state chiamate
  perché è la prima parola
  con cui siamo state chiamate.
  
  Ma è vero che mamma
  è anche l'ultima parola
  che si sente dire
  da chi sta per morire.
  
  Il miracolo della vita
  e il mistero dell'ignoto
  uniti in uno stesso verso.
  
  
  
  
 Voce del verbo assente
  
  Come sarà il tempo dei verbi domani?
  Le previsioni sono sempre sbagliate
  quando sono appena nate.
  
  Il tempo presente ha i minuti contati
  il tempo passato è già un reato
  il tempo futuro ha davanti un muro.
  
  Ma tu batti tutti sui tempi
  mescoli futuro presente e passato
  tutto diventa un unico tempo continuato.
  
  Domani hai fatto qualcosa
  che ieri andremo a scoprire
  per oggi che dura da sempre.
  
  Il tempo dei verbi si impara
  quando si impara a morire
  tu ancora non sai dare un confine
  al tempo come alla vita.
  
  Con te anch'io vivo
  questo infinito presente
  che vorrei fermare per sempre.
  
  
  
  
 Un mondo migliore
  (poesia vietata ai maggiori di 10 anni)
  
  Voglio vedere anch'io
  il mondo mio come il tuo.
  Potere ai piccoli!
  
  Si produrrebbe energia pulita
  con più coccole per tutti
  energia pestifera
  con più caccole e rutti.
  
  Si farebbe una finanziaria 
  di milioni  di gelati.
  Il mutuo pagato
  con moooolto zucchero filato.
  
  Una democrazia di caramelle 
  e palloncini per tutti i bambini.
  Lotta armata con pistole ad acqua.
  Lavoro a tempo pieno e indeterminato
  col contratto di gioco illimitato.



Foto di Giacomo Alessandrini 
   

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